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"Il mondo è un fumetto a colori"

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MONTAGNA 360° (MANU o CABO)
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October 23

Arte - Parola, segno, colore, concetto, o che altro?


L'essenza e l'inizio dell'arte - PITTURE RUPESTRI PREISTORICHE

Non esistono parole per descrivere quell’incredibile momento. La quiete dopo la tempesta. La gola è arsa e arida poiché ha sproloquiato per una mezz’oretta abbondante su ciò che per mesi interi hai costruito. Poi, la tua ultima affermazione fa da coda a quel torbido silenzio. Gli occhiali e l’iridi degli esaminandi strisciano cauti sul tuo corpo, non accennando alla benché minima emozione. Silenzio, rotto solo da quel frastornante scrosciare di carta di quell’ultimo registro che porta il tuo nome. Veloce la mente vola alla tua terra, al nuovo inizio, a quella libertà lavorativa agognata. Mille pensieri baluginano nella tua mente. – E’ finita! -  esclamano i tuoi occhi osservando i volti noti presenti al tuo dire. Pochi attimi, poi il voto. 108, 110, 110 e lode. Che rara assurdità. Tu piccolo artista di periferia, partito dall’Isola, armato dei colori e della luce di Guccione o dagli impasti di Guttuso. Tu, che partito dalle timide basi del liceo artistico, intrattieni la commissione parlando degli artisti della tua terra. Degli oli contrastanti di quell’Isola, così piena di contraddizioni. E’ finita, hai detto bene. Hai scelto un campo difficile, arduo. Hai scelto l’arte. Ma sei proprio sicuro che l’arte abbia scelto te? Chi fa da peso a quella bilancia che ti sorregge? Chi ti giudicherà per quella dote che fin da piccolo dimostravi di avere?

Quella mano che veloce danzava su quel foglio, che tracciava sicura le curve di un corpo caldo, con minime ma efficaci movenze? No mio caro, tutto questo non serve a nulla! Non ha importanza saper usare quella grafite. Adesso vige il concetto. Adesso conta più l’universo che ruota attorno ad uno spremiagrumi, più che un incrocio di segni. Ma forse è sempre stato così! Eppure sorridevi quando osservavi quel documentario. Ricordi? C’era quel tipo che entrava in quella grotta ed illustrava su una parete lo sbiadito contorno di un bisonte, disegnato con un pezzo di carbone raccattato dal fuoco. L’essenza del disegno. La mente, l’occhio, la mano. Tre elementi fondamentali. Nasce tutto da lì. La voglia di esprimersi, la voglia di poter e voler dire, la voglia di disegnarlo. Sorridevi allora perché sapevi che quel bisonte avrebbe perso la sua importanza. Sapevi che sarebbe stata più interessante una pietra “preistorica” al centro di una stanza. Vige il concetto, mio caro.

Un voto sul tuo cammino artistico è già cosa troppo assurda. Hai studiato quattro anni pittura a Brera. 108, complimenti. Tu? 109…complimenti! Perché? Qual è la differenza? Chi decide chi? Chi decide cosa? Sono stanco di migliorare il mio segno. Sono stanco di sforzarmi nelle promozioni. Ho acceso il PC. Ho preso una foto. Ho smanettato tra i vari effetti, cliccando qua, sottraendo là, diminuendo il contrasto laggiù. Però, figo! Guarda che cosa ho creato! Più semplice di quanto non credessi.

File, salva con nome: “Metamorfosi planetaria dell’essenza del subincoscio”…fa effetto no? Hmmm, forse meglio chiamarlo “Senza titolo”. Sì, dai, meglio! Bene…fatto. Stampiamola.

Urto la matita sulla scrivania. Cade e va in frantumi. Sorrido.

L’arte è libera espressione manifestabile con ogni mezzo.

Ma ci sarà sempre qualcuno che deciderà per te!

Michelangelo Pistoletto - Venere degli stracci


October 13

MoralizzaMi anche tu!

Adoro questo mondo. Lo adoro soprattutto in questi ultimi tempi. Viviamo dentro la contraddizione. Siamo noi stessi a dir il vero una contraddizione. Si passa il tempo a far morale. Soprattutto in TV. Uccidono un ragazzo di colore, ed in men che non si dica ci sono episodi di razzismo ad ogni angolo delle strade. Come fu per i sassi dal cavalcavia, che dopo il primo episodio, praticamente in ogni ponticciolo di città, ognuno gettava qualcosa sui passanti ignari. Per non parlare degli efferati casi di omicidio in villette abbandonate. Dopo l’evento impunito (già perché rimarrà impunito) di Cogne, in ogni singola abitazione qualcuno uccideva qualcun altro celando la verità dietro inspiegabili misteri. E ci sarà sempre qualcuno che farà la morale. Che sia un agghiacciante servizio strappalacrime di STUDIOAPERTO(oddio!), o il solito Massimo Giletti/Michele Cocuzza/Barbara D’Urso di turno. Quasi quasi preferisco Signorini che parla di inutili stronzate ed è pure pagato… da noi! Anche a me piacerebbe sbrogliare la matassa, e fare il moralista. Voglio fare il moralista, dopotutto in questo mondo è semplice.Voglio anche io scandalizzarmi e farmi intervistare in TV.Voglio anche io partecipare alla campagna contro l’ALCOOL. Voglio affiggere nella mia stanzetta la tabella del rischio in base al peso.  Voglio fare la morale di me stesso.Ma per favore, Giornalisti, Opinionisti, Ministri della salute del cazzo! Prima di Moralizzare qualunque cosa.  Mettedevi d’accordo sulle contraddizioni del mondo.

Campagna di sensibilizzazione contro l'Alcool. Più bevi più rischi.

Il casco di Alonso. Corridore di Formula Uno, la cui autovettura sfiora i 300 Km orari. Lo sponsor è stampato in fronte.

JHONNIE WALKER. Nota marca di whiskye ad alta gradazione alcolica. Vi AMO moralisti!!



September 30

Ti parlo, Ti scrivo. Senza K, ma col cuore.

Pensavo alle parole. Pensavo alla nostra lingua. Una poesia oggi, mi suona come un aria di Puccini.Poveri noi, poveri latini. Deturpati, abbreviati, industrializzati .... europeizzati. Penso molto ultimamente. Ma forse penso vanamente. Magari mi manca un punto di riferimento per poter sognare. Magari mi manca un cuore a cui dedicare le parole.Fanno sempre bene, due occhi per trarre ispirazione. Per cui penserò a te, anche se tutto si è perso nell’attimo di un bacio. Uno schiocco di dita nel buio della notte, per destare il tuo pensiero.Una poesia è come un bacio che danza sul foglio, e muore sulle tue labbra.Che meraviglia la nostra lingua per poter descrivere quello che abbiamo dentro.. sfaccettando, inventando interpretando. Peccato non ne sia all’altezza, o meglio, non ne sono all’altezza per come vorrei io.Legami col dialetto, ed un italiano standardizzato dalla televisione., non favoriscono il mio desiderio. 

“La fragilità del cristallo non è una debolezza, ma una raffinatezza…” o forse dovrei scrivere,

“La fragilità del kristallo nn è 1 debolezza, ma 1 raffinatezza”….

Xkè, K, tnt, XD, O.O, lol, 6 te ke nn kapisci….. è il nuovo millennio. La gente regredisce, più si va avanti. Ma scusatemi, c’è chi sostiene che il deturpamento generale della lingua italiana, ha un ruolo ciclico. Come fece Dante, per “il volgare”… I “Dantini” lo stanno facendo adesso su Internet…. Ecco, questo è il “volgare del nuovo millennio”….

Bah, che dirti vecchia amica, io penso all’importanza delle parole. Il tempo passa, ticchettando inesorabile come sempre, proprio come io faccio sulla tastiera…

Eppur mi son scordato di te… come ho fatto non so…

Già Battisti lo sapeva bene. Che tristezza che il lento ledere del tempo, sbiadisca i nostri ricordi, anche quelli più graffianti. Ma nonostante tutto, non riesco a far entrare te.  Che forse mi sei sempre stata vicina, con la mente. 

Non saprei che dirti, è stato un errore forse… - esclamò Silvia, voltandogli le spalle, e singhiozzando leggermente –  No! Perché!? E’ accaduto, che vuoi che sia! – replicò John, allargando le braccia, quasi a voler acciuffare nell’aria una scusa più  plausibile. - Già è accaduto, ma io credevo.. io speravo… - sospirando Silvia, abbassò gli occhi, mentre con tristezza, raucava quelle parole…- Credevi?! Speravi?! – come uno squarcio nella notte, John tuonò quella secca replica! – Cosa? Dimmi cosa? Volevi la luna ad illuminare i nostri pensieri? Volevi essere cullata dal pacato ondeggiare delle onde, mentre posavo le mie labbra sulle tue? Volevi socchiudere gli occhi immaginando il baluginio delle onde riflesse sul plenilunio? Rispondimi.. volevi questo?! Silvia stette in silenzio… un silenzio che parve una eternità. Una lacrima rigò il suo volto, ma non volle mostrarsi fragile e indifesa. Senza dire un parola, si allontanò da quell’uomo, che forse aveva amato a tal punto, da odiarlo. John  la vide sparire fra gli echi giocosi della folla, in un triste sabato notte di fine estate. La musica graffiava l’ultimo blues che si sperdeva nell’aria finendo  la sua corsa. Un colpo di tosse, poi al bar dagli amici.

Parole, parole senza senso fatte di pixel, di diteggiamenti e di tastiere.  Voglio una penna, voglio sudare il mio pensiero, voglio una mano dolente che ha cavalcato un foglio di pensieri. Voglio il romanticismo di una calligrafia, che mostra i suoi sentimenti, che tradisce il suo essere con piccole ed impercettibili esitazioni. Voglio leggerti sulla carta, non su questo schermo traslucido. Purtroppo forse non è possibile Ma io questa volta ti saluto così. 


                              

September 12

TUTTI NEL BUCO NERO!!!

L’esperimento del CERN, che in questi giorni ha acceso il più grande acceleratore del mondo per ricreare una sorta di big bang in miniatura, e finalmente capire cos’è accaduto e come si è creato l’Universo, può causare la creazione di un buco nero, che risucchierebbe l’intero pianeta.

esperimento del CERN

Pochi giorni dopo… ricevemmo TUTTI questo messaggio….

Salve a tutti!
Se riceverete questo messaggio in tutti i forum, blog e caselle di posta e-mail esistenti, vorrà dire che l'esperimento non è andato come doveva. Il buco nero si è creato all'istante trascinando con sè tutto ciò che è rimasto della civiltà come la conosciamo, creando una sorta di realtà parallela. La situazione attuale è la seguente:
L'Italia è una nazione fiorente, dove è stata abolita l'idea di Nord e Sud, essendo ormai unificata, grazie anche alla presenza di teletrasporti istantanei che collegano le due isole. Il PIL interno è alle stelle, in netta crescita, favorendo l'export di materie prime, quali olio vino e tutto ciò che ruota attorno la dieta mediterranea di cui siamo indiscussi padri.
Il petrolio non esiste più. Il politico come figura è stato abolito, e con essa il favoritismo subdolo tipico della italiano mafioso medio.  La Televisione, è sparita per sempre, in quanto l'esposizione ai raggi yupslon gamma, hanno bruciato per sempre il tubo catodico. Questo ha comportato notevoli tumulti, nonché ha portato  al suicidio Maria De Filippi, che proprio ora aveva in mente di far recitare ad un tronista i "Promessi Sposi" di Manzoni.
La Lega Nord, esiste ancora, ma stanno tentando fortuna in Africa, emigrando con gommoni verso la Tunisia.

Si è ritornati alla lira, e questo ha creato scompiglio nel settore commerciale. I più colpiti, secondo le stime, sono i ristoratori. I prezzi sono naturalmente crollati vorticosamente, anche perché in questo modo, era più difficile giustificare una pizza margherita (mozzarella, pomodoro e un po’ di basilico per chi non se ne intendesse) a 11 mila lire.

Lo Stato Vaticano, e quindi il Papa esistono  ancora, ma gli sono state confiscate tutte le proprietà del comprensorio di Roma, donandole ai più bisognosi. Radio Maria, ohimè, è ancora percepibile nelle sue frequenze…
Non si hanno più notizie di Berlusconi... anche se voci dicono che sia stato l'unico ad essere sopravvissuto al BLACK HOLE... e leggenda narra che abbia tentato di acquistarlo.

Fine delle trasmissioni.......

September 09

Penso.



... Il tempo da soli non è sprecato... se nell'attesa si matura la voglia di una sincera storia d'amore ...




August 05

Oltre la soglia.....

Volevo semplicemente ringraziare tutti quelli che fino ad ora mi hanno scritto, chiedendomi dove sia sparito…..

Tranquilli, non sono scappato a Cuba, o in qualche altro posto esotico…. Purtroppo per me, e forse anche per voi… Sorriso

Sono semplicemente oltre la soglia. In silenzio.

Non mi sento ancora di varcarla.

Osservo.

Vi osservo e vi leggo.

Tante cose avrei da scrivere, tante riflessioni avrei da condividere con voi.. ma a volte, il silenzio dice più di mille parole.

L’Estate arriva quasi al culmine… e spero per voi, porti tante belle novità…

Anche se credo che questo non avvenga.. poiché “avevate tante belle aspettative”….

Di solito, quando uno si aspetta qualcosa….

Va bene.... adesso vi lascio,

Ci rileggeremo a Settembre… quando il freddo, in punta di piedi, comincia timido a bussare sui nostri cuori, ancora caldi d’agosto…

 

Statemi bene!

June 12

ARTE Y PICO - Grazie Morgana!!

 
Ringrazio la mia cara amica MORGANA, che mi lusinga assegnandomi questo premio:
 
Arte Y Pico
 
 

Questo è il premio Arte y pico che premia creatività, design e materiali particolari utilizzati.

IL REGOLAMENTO E' IL SEGUENTE:

  1. Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!;
  2. Ogni premio assegnato, deve aver il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;
  3. Ogni premiato deve esibire il premio e metter il nome e il collegamento al blog di colui che lo ha premiato;
  4. Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog Arte Y Pico dove nasce l'iniziativa;
  5. Pubblicare le regole.

Per quanto riguarda le mie nomination, devo ancora pensarci sù, ed appena troverò un attimo di tempo, le scalfirò su questo intervento.

Grazie ancora alla streghetta più trandy del WEB... che potete trovare a questo indirizzo ---------------> Strega Morgana - IMPIA SUB DULCI MELLE

May 07

Stanotte vado a letto presto.

Che meraviglia questa serata di maggio.
Silenziosa e carica di ricordi.
L’ombra della notte è adagiata sulle umide strade, insolitamente fredde per questo periodo.
Il cielo singhiozza lacrime sporadiche, ed io lo osservo attraverso il plumbeo alone del mio respiro, che come una macchia si espande dal vetro della finestra della mia stanza.
Quel gatto scivola silente attraverso il colore rossastro dei lampioni, proprio come i miei pensieri fanno con il  tuo viso.
Mi par d’averti sognato ieri notte.
Ma il ricordo è sfocato, e seppur aggrottando gli occhi intravedo nel ricordo le tue labbra, non sono più sicuro d’aver visto te.
Dannato Jack Daniels. Dannato tempo, il cui rintocco mi assorda nel silenzio di me stesso, da un anno a questa parte.
Vorrei poterti rivedere. Stanotte, in sogno.
Vorrei poter godere insieme a te, seppur nella mia mente,del  tempo perso, sussurrarti le parole col cuore, e non con l’orgoglio della mia bocca.
Voglio stare con te stanotte, più del tempo che mi è concesso.
Ed è per questo che stanotte, vado a letto presto.
Per sperare di incontrarti quando la mia coscienza si perde nell’immediato attimo del  sogno, piuttosto che incontrarti all’alba, per quei pochi minuti prima del risveglio!



March 18

Pollicino è tornato a casa.

Tutto nasce da un click. Qualunque cosa all’interno di questa sofisticata scatola nasce da un click. Il potente dito divino impugna lo strumento del destino e scorazza nell’infinita volta celeste fatta di pixel. L’allegoria col Padre Eterno ci piace. Siamo i veri padroni del nostro spazio, modifichiamo a piacimento, sentenziamo pareri, diamo consigli, dispensiamo saggezza, ma soprattutto osserviamo. Ben nascosti da un identità che difficilmente trova spazio nella vita quotidiana.
La penombra della stanza avvolta da  un rigagnolo di fumo. Il volto semi illuminato si muove lentamente, cullato dalla costante ventola del computer, o da  un tenue sottofondo musicale.
Come un orologio, scandiamo i secondi, rompendo quest’equilibrio con una molteplicità di click. 
Poi inizia il viaggio. Un viaggio che non volevamo affrontare, ma la morbosità dell’occhio, l’ingordigia della conoscenza, ci suggerisce cosa fare.
E capita che ti imbatti in un mondo che non più il tuo. Entri prepotentemente nella vetrina, ampiamente lustrata di perfetti sconosciuti. Tutti in bella mostra.
Apri la porta di un labirinto infinito, fatto di facce, di motti e pensieri, più o meno originali.
Sono il pollicino del ventunesimo secolo. Timidamente agguanto un pezzetto di pane, poi un altro, poi un altro ancora, fino a dimenticarmi il perché lo faccio. Pensando che dopotutto, non cerco la strada di casa, ma voglio allontanarmici sempre più. E così ti trovi a varcare il mondo di Sonia, la stanza di Simona, la camera di Cristina, lo spazio di Andrea, la culla di Giovanni, oltrepassi quella porta, dove sei totalmente sconosciuto, ma stranamente a tuo agio.
Leggi, frughi nella testa, carpisci il suo modo di ragionare, ti unisci al suo compleanno, abbracci le sue amiche, partecipi alla sua laurea, vai in vacanza con loro al mare, o in montagna a sciare. Per quei pochi minuti, fai parte della propria vita, ti incastri a perfezione in un mondo non tuo, e ti ci trovi bene. Poi di colpo, un altro click. Un altro pezzetto di pane. E cambi mondo. Entri nella vita di qualcun altro. A volte incroci i volti già visti in altre situazioni e sorridi, proprio come quando sei in vacanza lontano dalla tua città, e capita di incontrare un volto noto. Gioisci anche se non lo conosci. Lo saluti, lo abbracci, urli: -  “Che coincidenza! Com‘è piccolo il mondo!”. Poi lo lasci e non vi risaluterete mai più. Nemmeno se lo incroci nel tuo quartiere.
E’ strana la vita. Ma ancor più strana è questa vita parallela. 
Mi sono sempre chiesto a cosa serva. Mi sono sempre chiesto se si scrive per gli altri, se si scriva per dare un emozione, o se si scriva per se stessi. Mi sono sempre chiesto perché condividere con tutto il mondo il mio diciottesimo compleanno, o il mio primo bagnetto. Perché mostrare a tutti la mia ragazza, la mia ducati monster o il mio viaggio in Tibet.
Ci sentiamo così tremendamente soli?
Vi è una parolina terrificante in ogni blog, spaces o “vetrina” multimediale. Una parolina usata troppo superficialmente.
Quella parolina è AMICI. Come si fa ad avere 900 amici? Perché? Amico di che?
- INVITA COME AMICO - … click. Accetta! Ed il gioco è fatto.
Immaginate per un istante la piazza del paese un sabato sera qualunque. 2000 persone vociferano tra loro, si organizzano, discutono su come passare la serata. Poi arrivi tu e chiedi a tutti: Invita come amico. Surreale non trovate?
Allora  a cosa serve?
Spesso mi è capitato di leggere un pensiero, un idea un parere interessante. E spesso mi son sentito di dire la mia, di ampliare il discorso ed aggiungere un altro punto di vista.
Immediatamente quella persona si piomba in “casa” mia.
“Grazie per essere passato. Ricambio. Torna quando vuoi.” è la risposta più comune.
Torna quando vuoi? Ricambio? Cosa?
Pensavo fosse un mondo migliore. Un mondo dove realmente dici quello che pensi, sei te stesso, non hai invidie.
Un mondo dove realmente puoi conoscere persone da ogni parte del mondo. Conoscerle bene e confrontarti con loro.
Ma se dal profondo Sud, chiedi un “dialogo” con una ragazza della Valle d’Aosta, così, anche solo per scambiare due chiacchere, a prescindere pensa che ci stai provando! Assurdo non credete.
Ma l’uomo è un virus. Qualunque cosa sfiora anche per un istante, la modifica, la intacca la distrugge.
In queste belle “vetrine” on-line, si pensa al proprio tornaconto personale. Alla propria visibilità camuffata da un nobile intento.
[..] Il sole è ormai svanito oltre le montagne. L’aria fresca primaverile, stuzzica le proprie nari. Un tonfo di un ranocchio nello stagno, un soave canto di grilli distoglie per un attimo il tuo sguardo. . Il focolaio è acceso, lo percepisci dal comignolo fumante della casetta, avvolta dal buio. Una luce tremolante da oltre la finestra, conferma la presenza di mamma e papà. La minuscola manina agguanta l’ultimo pezzettino di pane. Un sorriso poi la corsa.
Pollicino è tornato a casa. [...]

March 13

LEI. Piove sul nostro stato d'animo.

Squilla il telefono… e tu distrattamente distogli lo sguardo da ciò che stai facendo. Timidamente inclini la testa sul display. Aggrotti gli occhi, non appare nome. Ma solo un numero. La mano solleva l’apparecchio. Lo squillo riecheggia impaziente per la stanza. A te sembra di ricordare. Le ultime tre cifre le hai già viste. Una mano. Una mano scivola all’interno del tuo corpo, la senti attraversare l’intestino, stuzzicare lo stomaco e poi fermarsi. Alcuni istanti. Infiniti istanti accompagnati da quella suoneria che sembra non stancarsi mai. Poi la mano lo agguanta. Lo stritola ed a te manca l’aria. Con tutta la sua forza, attornea il cuore, stringendolo in una morsa immaginaria. Dolorosa, ma maledettamente piacevole. E’ lei. Già. Adesso ne sei sicuro. Quel numero è il suo. Lo avevi cancellato, ma non dalla memoria. Da lì non si può. La mano non lascia la presa, e la tua preme tremante il bottoncino col telefono verde disegnato.

- Pronto? E’ più una domanda la tua. Come a chiedersi perché.
- Ciao… dall’altro capo una voce tremolante. Poi silenzio. Troppo silenzio dopo quell’esordio. E’ passato troppo tempo ormai. I tuoi occhi aggrottati cercano di mettere a fuoco il suo volto. Quel volto così dolce, per dare un immagine a quella voce.

[...] La vita ti attraversa e tu nemmeno te ne accorgi. Le cose accadono, mutano la tua personalità. Le persone ti passano dentro come lava, ti piombano addosso come una frana, tessono e muovono i fili del tuo stato d’animo.
Che brutta sensazione accorgersi di questi cambiamenti. Che tristezza vedere le cose da quel punto di vista.
Quante cose avresti voluto chiederle? Quante cose avresti voluto che ti chiedesse?
Ma è un match. E’ una gara. Chi è il più forte? Chi stà meglio? [...]

In quell’unico istante dove avremmo voluto e potuto dire la VERITA’… la discussione vira prepotentemente in imbarazzo..

- Ah, bene, mi fa piacere… e dimmi, com’è il tempo da voi?
- Freddino, ma si sta bene. E da voi? Ci sarà il sole immagino! Sarete già a mare.
- Ma No. Ti dirò…. Ogni anno che passa è sempre peggio. Cavolo, fa freddo ormai in Sicilia. Io sono con la sciarpa.. Non esistono più le mezze     stagioni… [risata]
- [risata] Eh già…

Il chiaro sintomo, che non si ha più nulla da dire.



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CIAO. Benvenuto nel mio SPACES! Firma il mio Guest Book che intanto io mi fumo una sigaretta... e ricorda: "Chi non lascia una traccia del proprio passaggio, ha vissuto male la sua vita"... Enjoy!!!
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