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    October 23

    Arte - Parola, segno, colore, concetto, o che altro?


    L'essenza e l'inizio dell'arte - PITTURE RUPESTRI PREISTORICHE

    Non esistono parole per descrivere quell’incredibile momento. La quiete dopo la tempesta. La gola è arsa e arida poiché ha sproloquiato per una mezz’oretta abbondante su ciò che per mesi interi hai costruito. Poi, la tua ultima affermazione fa da coda a quel torbido silenzio. Gli occhiali e l’iridi degli esaminandi strisciano cauti sul tuo corpo, non accennando alla benché minima emozione. Silenzio, rotto solo da quel frastornante scrosciare di carta di quell’ultimo registro che porta il tuo nome. Veloce la mente vola alla tua terra, al nuovo inizio, a quella libertà lavorativa agognata. Mille pensieri baluginano nella tua mente. – E’ finita! -  esclamano i tuoi occhi osservando i volti noti presenti al tuo dire. Pochi attimi, poi il voto. 108, 110, 110 e lode. Che rara assurdità. Tu piccolo artista di periferia, partito dall’Isola, armato dei colori e della luce di Guccione o dagli impasti di Guttuso. Tu, che partito dalle timide basi del liceo artistico, intrattieni la commissione parlando degli artisti della tua terra. Degli oli contrastanti di quell’Isola, così piena di contraddizioni. E’ finita, hai detto bene. Hai scelto un campo difficile, arduo. Hai scelto l’arte. Ma sei proprio sicuro che l’arte abbia scelto te? Chi fa da peso a quella bilancia che ti sorregge? Chi ti giudicherà per quella dote che fin da piccolo dimostravi di avere?

    Quella mano che veloce danzava su quel foglio, che tracciava sicura le curve di un corpo caldo, con minime ma efficaci movenze? No mio caro, tutto questo non serve a nulla! Non ha importanza saper usare quella grafite. Adesso vige il concetto. Adesso conta più l’universo che ruota attorno ad uno spremiagrumi, più che un incrocio di segni. Ma forse è sempre stato così! Eppure sorridevi quando osservavi quel documentario. Ricordi? C’era quel tipo che entrava in quella grotta ed illustrava su una parete lo sbiadito contorno di un bisonte, disegnato con un pezzo di carbone raccattato dal fuoco. L’essenza del disegno. La mente, l’occhio, la mano. Tre elementi fondamentali. Nasce tutto da lì. La voglia di esprimersi, la voglia di poter e voler dire, la voglia di disegnarlo. Sorridevi allora perché sapevi che quel bisonte avrebbe perso la sua importanza. Sapevi che sarebbe stata più interessante una pietra “preistorica” al centro di una stanza. Vige il concetto, mio caro.

    Un voto sul tuo cammino artistico è già cosa troppo assurda. Hai studiato quattro anni pittura a Brera. 108, complimenti. Tu? 109…complimenti! Perché? Qual è la differenza? Chi decide chi? Chi decide cosa? Sono stanco di migliorare il mio segno. Sono stanco di sforzarmi nelle promozioni. Ho acceso il PC. Ho preso una foto. Ho smanettato tra i vari effetti, cliccando qua, sottraendo là, diminuendo il contrasto laggiù. Però, figo! Guarda che cosa ho creato! Più semplice di quanto non credessi.

    File, salva con nome: “Metamorfosi planetaria dell’essenza del subincoscio”…fa effetto no? Hmmm, forse meglio chiamarlo “Senza titolo”. Sì, dai, meglio! Bene…fatto. Stampiamola.

    Urto la matita sulla scrivania. Cade e va in frantumi. Sorrido.

    L’arte è libera espressione manifestabile con ogni mezzo.

    Ma ci sarà sempre qualcuno che deciderà per te!

    Michelangelo Pistoletto - Venere degli stracci


    October 13

    MoralizzaMi anche tu!

    Adoro questo mondo. Lo adoro soprattutto in questi ultimi tempi. Viviamo dentro la contraddizione. Siamo noi stessi a dir il vero una contraddizione. Si passa il tempo a far morale. Soprattutto in TV. Uccidono un ragazzo di colore, ed in men che non si dica ci sono episodi di razzismo ad ogni angolo delle strade. Come fu per i sassi dal cavalcavia, che dopo il primo episodio, praticamente in ogni ponticciolo di città, ognuno gettava qualcosa sui passanti ignari. Per non parlare degli efferati casi di omicidio in villette abbandonate. Dopo l’evento impunito (già perché rimarrà impunito) di Cogne, in ogni singola abitazione qualcuno uccideva qualcun altro celando la verità dietro inspiegabili misteri. E ci sarà sempre qualcuno che farà la morale. Che sia un agghiacciante servizio strappalacrime di STUDIOAPERTO(oddio!), o il solito Massimo Giletti/Michele Cocuzza/Barbara D’Urso di turno. Quasi quasi preferisco Signorini che parla di inutili stronzate ed è pure pagato… da noi! Anche a me piacerebbe sbrogliare la matassa, e fare il moralista. Voglio fare il moralista, dopotutto in questo mondo è semplice.Voglio anche io scandalizzarmi e farmi intervistare in TV.Voglio anche io partecipare alla campagna contro l’ALCOOL. Voglio affiggere nella mia stanzetta la tabella del rischio in base al peso.  Voglio fare la morale di me stesso.Ma per favore, Giornalisti, Opinionisti, Ministri della salute del cazzo! Prima di Moralizzare qualunque cosa.  Mettedevi d’accordo sulle contraddizioni del mondo.

    Campagna di sensibilizzazione contro l'Alcool. Più bevi più rischi.

    Il casco di Alonso. Corridore di Formula Uno, la cui autovettura sfiora i 300 Km orari. Lo sponsor è stampato in fronte.

    JHONNIE WALKER. Nota marca di whiskye ad alta gradazione alcolica. Vi AMO moralisti!!



    September 30

    Ti parlo, Ti scrivo. Senza K, ma col cuore.

    Pensavo alle parole. Pensavo alla nostra lingua. Una poesia oggi, mi suona come un aria di Puccini.Poveri noi, poveri latini. Deturpati, abbreviati, industrializzati .... europeizzati. Penso molto ultimamente. Ma forse penso vanamente. Magari mi manca un punto di riferimento per poter sognare. Magari mi manca un cuore a cui dedicare le parole.Fanno sempre bene, due occhi per trarre ispirazione. Per cui penserò a te, anche se tutto si è perso nell’attimo di un bacio. Uno schiocco di dita nel buio della notte, per destare il tuo pensiero.Una poesia è come un bacio che danza sul foglio, e muore sulle tue labbra.Che meraviglia la nostra lingua per poter descrivere quello che abbiamo dentro.. sfaccettando, inventando interpretando. Peccato non ne sia all’altezza, o meglio, non ne sono all’altezza per come vorrei io.Legami col dialetto, ed un italiano standardizzato dalla televisione., non favoriscono il mio desiderio. 

    “La fragilità del cristallo non è una debolezza, ma una raffinatezza…” o forse dovrei scrivere,

    “La fragilità del kristallo nn è 1 debolezza, ma 1 raffinatezza”….

    Xkè, K, tnt, XD, O.O, lol, 6 te ke nn kapisci….. è il nuovo millennio. La gente regredisce, più si va avanti. Ma scusatemi, c’è chi sostiene che il deturpamento generale della lingua italiana, ha un ruolo ciclico. Come fece Dante, per “il volgare”… I “Dantini” lo stanno facendo adesso su Internet…. Ecco, questo è il “volgare del nuovo millennio”….

    Bah, che dirti vecchia amica, io penso all’importanza delle parole. Il tempo passa, ticchettando inesorabile come sempre, proprio come io faccio sulla tastiera…

    Eppur mi son scordato di te… come ho fatto non so…

    Già Battisti lo sapeva bene. Che tristezza che il lento ledere del tempo, sbiadisca i nostri ricordi, anche quelli più graffianti. Ma nonostante tutto, non riesco a far entrare te.  Che forse mi sei sempre stata vicina, con la mente. 

    Non saprei che dirti, è stato un errore forse… - esclamò Silvia, voltandogli le spalle, e singhiozzando leggermente –  No! Perché!? E’ accaduto, che vuoi che sia! – replicò John, allargando le braccia, quasi a voler acciuffare nell’aria una scusa più  plausibile. - Già è accaduto, ma io credevo.. io speravo… - sospirando Silvia, abbassò gli occhi, mentre con tristezza, raucava quelle parole…- Credevi?! Speravi?! – come uno squarcio nella notte, John tuonò quella secca replica! – Cosa? Dimmi cosa? Volevi la luna ad illuminare i nostri pensieri? Volevi essere cullata dal pacato ondeggiare delle onde, mentre posavo le mie labbra sulle tue? Volevi socchiudere gli occhi immaginando il baluginio delle onde riflesse sul plenilunio? Rispondimi.. volevi questo?! Silvia stette in silenzio… un silenzio che parve una eternità. Una lacrima rigò il suo volto, ma non volle mostrarsi fragile e indifesa. Senza dire un parola, si allontanò da quell’uomo, che forse aveva amato a tal punto, da odiarlo. John  la vide sparire fra gli echi giocosi della folla, in un triste sabato notte di fine estate. La musica graffiava l’ultimo blues che si sperdeva nell’aria finendo  la sua corsa. Un colpo di tosse, poi al bar dagli amici.

    Parole, parole senza senso fatte di pixel, di diteggiamenti e di tastiere.  Voglio una penna, voglio sudare il mio pensiero, voglio una mano dolente che ha cavalcato un foglio di pensieri. Voglio il romanticismo di una calligrafia, che mostra i suoi sentimenti, che tradisce il suo essere con piccole ed impercettibili esitazioni. Voglio leggerti sulla carta, non su questo schermo traslucido. Purtroppo forse non è possibile Ma io questa volta ti saluto così. 


                                  

    September 12

    TUTTI NEL BUCO NERO!!!

    L’esperimento del CERN, che in questi giorni ha acceso il più grande acceleratore del mondo per ricreare una sorta di big bang in miniatura, e finalmente capire cos’è accaduto e come si è creato l’Universo, può causare la creazione di un buco nero, che risucchierebbe l’intero pianeta.

    esperimento del CERN

    Pochi giorni dopo… ricevemmo TUTTI questo messaggio….

    Salve a tutti!
    Se riceverete questo messaggio in tutti i forum, blog e caselle di posta e-mail esistenti, vorrà dire che l'esperimento non è andato come doveva. Il buco nero si è creato all'istante trascinando con sè tutto ciò che è rimasto della civiltà come la conosciamo, creando una sorta di realtà parallela. La situazione attuale è la seguente:
    L'Italia è una nazione fiorente, dove è stata abolita l'idea di Nord e Sud, essendo ormai unificata, grazie anche alla presenza di teletrasporti istantanei che collegano le due isole. Il PIL interno è alle stelle, in netta crescita, favorendo l'export di materie prime, quali olio vino e tutto ciò che ruota attorno la dieta mediterranea di cui siamo indiscussi padri.
    Il petrolio non esiste più. Il politico come figura è stato abolito, e con essa il favoritismo subdolo tipico della italiano mafioso medio.  La Televisione, è sparita per sempre, in quanto l'esposizione ai raggi yupslon gamma, hanno bruciato per sempre il tubo catodico. Questo ha comportato notevoli tumulti, nonché ha portato  al suicidio Maria De Filippi, che proprio ora aveva in mente di far recitare ad un tronista i "Promessi Sposi" di Manzoni.
    La Lega Nord, esiste ancora, ma stanno tentando fortuna in Africa, emigrando con gommoni verso la Tunisia.

    Si è ritornati alla lira, e questo ha creato scompiglio nel settore commerciale. I più colpiti, secondo le stime, sono i ristoratori. I prezzi sono naturalmente crollati vorticosamente, anche perché in questo modo, era più difficile giustificare una pizza margherita (mozzarella, pomodoro e un po’ di basilico per chi non se ne intendesse) a 11 mila lire.

    Lo Stato Vaticano, e quindi il Papa esistono  ancora, ma gli sono state confiscate tutte le proprietà del comprensorio di Roma, donandole ai più bisognosi. Radio Maria, ohimè, è ancora percepibile nelle sue frequenze…
    Non si hanno più notizie di Berlusconi... anche se voci dicono che sia stato l'unico ad essere sopravvissuto al BLACK HOLE... e leggenda narra che abbia tentato di acquistarlo.

    Fine delle trasmissioni.......

    September 09

    Penso.



    ... Il tempo da soli non è sprecato... se nell'attesa si matura la voglia di una sincera storia d'amore ...




    August 05

    Oltre la soglia.....

    Volevo semplicemente ringraziare tutti quelli che fino ad ora mi hanno scritto, chiedendomi dove sia sparito…..

    Tranquilli, non sono scappato a Cuba, o in qualche altro posto esotico…. Purtroppo per me, e forse anche per voi… Sorriso

    Sono semplicemente oltre la soglia. In silenzio.

    Non mi sento ancora di varcarla.

    Osservo.

    Vi osservo e vi leggo.

    Tante cose avrei da scrivere, tante riflessioni avrei da condividere con voi.. ma a volte, il silenzio dice più di mille parole.

    L’Estate arriva quasi al culmine… e spero per voi, porti tante belle novità…

    Anche se credo che questo non avvenga.. poiché “avevate tante belle aspettative”….

    Di solito, quando uno si aspetta qualcosa….

    Va bene.... adesso vi lascio,

    Ci rileggeremo a Settembre… quando il freddo, in punta di piedi, comincia timido a bussare sui nostri cuori, ancora caldi d’agosto…

     

    Statemi bene!

    June 12

    ARTE Y PICO - Grazie Morgana!!

     
    Ringrazio la mia cara amica MORGANA, che mi lusinga assegnandomi questo premio:
     
    Arte Y Pico
     
     

    Questo è il premio Arte y pico che premia creatività, design e materiali particolari utilizzati.

    IL REGOLAMENTO E' IL SEGUENTE:

    1. Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!;
    2. Ogni premio assegnato, deve aver il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;
    3. Ogni premiato deve esibire il premio e metter il nome e il collegamento al blog di colui che lo ha premiato;
    4. Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog Arte Y Pico dove nasce l'iniziativa;
    5. Pubblicare le regole.

    Per quanto riguarda le mie nomination, devo ancora pensarci sù, ed appena troverò un attimo di tempo, le scalfirò su questo intervento.

    Grazie ancora alla streghetta più trandy del WEB... che potete trovare a questo indirizzo ---------------> Strega Morgana - IMPIA SUB DULCI MELLE

    May 07

    Stanotte vado a letto presto.

    Che meraviglia questa serata di maggio.
    Silenziosa e carica di ricordi.
    L’ombra della notte è adagiata sulle umide strade, insolitamente fredde per questo periodo.
    Il cielo singhiozza lacrime sporadiche, ed io lo osservo attraverso il plumbeo alone del mio respiro, che come una macchia si espande dal vetro della finestra della mia stanza.
    Quel gatto scivola silente attraverso il colore rossastro dei lampioni, proprio come i miei pensieri fanno con il  tuo viso.
    Mi par d’averti sognato ieri notte.
    Ma il ricordo è sfocato, e seppur aggrottando gli occhi intravedo nel ricordo le tue labbra, non sono più sicuro d’aver visto te.
    Dannato Jack Daniels. Dannato tempo, il cui rintocco mi assorda nel silenzio di me stesso, da un anno a questa parte.
    Vorrei poterti rivedere. Stanotte, in sogno.
    Vorrei poter godere insieme a te, seppur nella mia mente,del  tempo perso, sussurrarti le parole col cuore, e non con l’orgoglio della mia bocca.
    Voglio stare con te stanotte, più del tempo che mi è concesso.
    Ed è per questo che stanotte, vado a letto presto.
    Per sperare di incontrarti quando la mia coscienza si perde nell’immediato attimo del  sogno, piuttosto che incontrarti all’alba, per quei pochi minuti prima del risveglio!



    March 18

    Pollicino è tornato a casa.

    Tutto nasce da un click. Qualunque cosa all’interno di questa sofisticata scatola nasce da un click. Il potente dito divino impugna lo strumento del destino e scorazza nell’infinita volta celeste fatta di pixel. L’allegoria col Padre Eterno ci piace. Siamo i veri padroni del nostro spazio, modifichiamo a piacimento, sentenziamo pareri, diamo consigli, dispensiamo saggezza, ma soprattutto osserviamo. Ben nascosti da un identità che difficilmente trova spazio nella vita quotidiana.
    La penombra della stanza avvolta da  un rigagnolo di fumo. Il volto semi illuminato si muove lentamente, cullato dalla costante ventola del computer, o da  un tenue sottofondo musicale.
    Come un orologio, scandiamo i secondi, rompendo quest’equilibrio con una molteplicità di click. 
    Poi inizia il viaggio. Un viaggio che non volevamo affrontare, ma la morbosità dell’occhio, l’ingordigia della conoscenza, ci suggerisce cosa fare.
    E capita che ti imbatti in un mondo che non più il tuo. Entri prepotentemente nella vetrina, ampiamente lustrata di perfetti sconosciuti. Tutti in bella mostra.
    Apri la porta di un labirinto infinito, fatto di facce, di motti e pensieri, più o meno originali.
    Sono il pollicino del ventunesimo secolo. Timidamente agguanto un pezzetto di pane, poi un altro, poi un altro ancora, fino a dimenticarmi il perché lo faccio. Pensando che dopotutto, non cerco la strada di casa, ma voglio allontanarmici sempre più. E così ti trovi a varcare il mondo di Sonia, la stanza di Simona, la camera di Cristina, lo spazio di Andrea, la culla di Giovanni, oltrepassi quella porta, dove sei totalmente sconosciuto, ma stranamente a tuo agio.
    Leggi, frughi nella testa, carpisci il suo modo di ragionare, ti unisci al suo compleanno, abbracci le sue amiche, partecipi alla sua laurea, vai in vacanza con loro al mare, o in montagna a sciare. Per quei pochi minuti, fai parte della propria vita, ti incastri a perfezione in un mondo non tuo, e ti ci trovi bene. Poi di colpo, un altro click. Un altro pezzetto di pane. E cambi mondo. Entri nella vita di qualcun altro. A volte incroci i volti già visti in altre situazioni e sorridi, proprio come quando sei in vacanza lontano dalla tua città, e capita di incontrare un volto noto. Gioisci anche se non lo conosci. Lo saluti, lo abbracci, urli: -  “Che coincidenza! Com‘è piccolo il mondo!”. Poi lo lasci e non vi risaluterete mai più. Nemmeno se lo incroci nel tuo quartiere.
    E’ strana la vita. Ma ancor più strana è questa vita parallela. 
    Mi sono sempre chiesto a cosa serva. Mi sono sempre chiesto se si scrive per gli altri, se si scriva per dare un emozione, o se si scriva per se stessi. Mi sono sempre chiesto perché condividere con tutto il mondo il mio diciottesimo compleanno, o il mio primo bagnetto. Perché mostrare a tutti la mia ragazza, la mia ducati monster o il mio viaggio in Tibet.
    Ci sentiamo così tremendamente soli?
    Vi è una parolina terrificante in ogni blog, spaces o “vetrina” multimediale. Una parolina usata troppo superficialmente.
    Quella parolina è AMICI. Come si fa ad avere 900 amici? Perché? Amico di che?
    - INVITA COME AMICO - … click. Accetta! Ed il gioco è fatto.
    Immaginate per un istante la piazza del paese un sabato sera qualunque. 2000 persone vociferano tra loro, si organizzano, discutono su come passare la serata. Poi arrivi tu e chiedi a tutti: Invita come amico. Surreale non trovate?
    Allora  a cosa serve?
    Spesso mi è capitato di leggere un pensiero, un idea un parere interessante. E spesso mi son sentito di dire la mia, di ampliare il discorso ed aggiungere un altro punto di vista.
    Immediatamente quella persona si piomba in “casa” mia.
    “Grazie per essere passato. Ricambio. Torna quando vuoi.” è la risposta più comune.
    Torna quando vuoi? Ricambio? Cosa?
    Pensavo fosse un mondo migliore. Un mondo dove realmente dici quello che pensi, sei te stesso, non hai invidie.
    Un mondo dove realmente puoi conoscere persone da ogni parte del mondo. Conoscerle bene e confrontarti con loro.
    Ma se dal profondo Sud, chiedi un “dialogo” con una ragazza della Valle d’Aosta, così, anche solo per scambiare due chiacchere, a prescindere pensa che ci stai provando! Assurdo non credete.
    Ma l’uomo è un virus. Qualunque cosa sfiora anche per un istante, la modifica, la intacca la distrugge.
    In queste belle “vetrine” on-line, si pensa al proprio tornaconto personale. Alla propria visibilità camuffata da un nobile intento.
    [..] Il sole è ormai svanito oltre le montagne. L’aria fresca primaverile, stuzzica le proprie nari. Un tonfo di un ranocchio nello stagno, un soave canto di grilli distoglie per un attimo il tuo sguardo. . Il focolaio è acceso, lo percepisci dal comignolo fumante della casetta, avvolta dal buio. Una luce tremolante da oltre la finestra, conferma la presenza di mamma e papà. La minuscola manina agguanta l’ultimo pezzettino di pane. Un sorriso poi la corsa.
    Pollicino è tornato a casa. [...]

    March 13

    LEI. Piove sul nostro stato d'animo.

    Squilla il telefono… e tu distrattamente distogli lo sguardo da ciò che stai facendo. Timidamente inclini la testa sul display. Aggrotti gli occhi, non appare nome. Ma solo un numero. La mano solleva l’apparecchio. Lo squillo riecheggia impaziente per la stanza. A te sembra di ricordare. Le ultime tre cifre le hai già viste. Una mano. Una mano scivola all’interno del tuo corpo, la senti attraversare l’intestino, stuzzicare lo stomaco e poi fermarsi. Alcuni istanti. Infiniti istanti accompagnati da quella suoneria che sembra non stancarsi mai. Poi la mano lo agguanta. Lo stritola ed a te manca l’aria. Con tutta la sua forza, attornea il cuore, stringendolo in una morsa immaginaria. Dolorosa, ma maledettamente piacevole. E’ lei. Già. Adesso ne sei sicuro. Quel numero è il suo. Lo avevi cancellato, ma non dalla memoria. Da lì non si può. La mano non lascia la presa, e la tua preme tremante il bottoncino col telefono verde disegnato.

    - Pronto? E’ più una domanda la tua. Come a chiedersi perché.
    - Ciao… dall’altro capo una voce tremolante. Poi silenzio. Troppo silenzio dopo quell’esordio. E’ passato troppo tempo ormai. I tuoi occhi aggrottati cercano di mettere a fuoco il suo volto. Quel volto così dolce, per dare un immagine a quella voce.

    [...] La vita ti attraversa e tu nemmeno te ne accorgi. Le cose accadono, mutano la tua personalità. Le persone ti passano dentro come lava, ti piombano addosso come una frana, tessono e muovono i fili del tuo stato d’animo.
    Che brutta sensazione accorgersi di questi cambiamenti. Che tristezza vedere le cose da quel punto di vista.
    Quante cose avresti voluto chiederle? Quante cose avresti voluto che ti chiedesse?
    Ma è un match. E’ una gara. Chi è il più forte? Chi stà meglio? [...]

    In quell’unico istante dove avremmo voluto e potuto dire la VERITA’… la discussione vira prepotentemente in imbarazzo..

    - Ah, bene, mi fa piacere… e dimmi, com’è il tempo da voi?
    - Freddino, ma si sta bene. E da voi? Ci sarà il sole immagino! Sarete già a mare.
    - Ma No. Ti dirò…. Ogni anno che passa è sempre peggio. Cavolo, fa freddo ormai in Sicilia. Io sono con la sciarpa.. Non esistono più le mezze     stagioni… [risata]
    - [risata] Eh già…

    Il chiaro sintomo, che non si ha più nulla da dire.



    February 22

    ROMEO and JULIET... è una fiaba?

    Ciao a tutti amici che ogni tanto spulciano le idiozie che scrivo di tanto in tanto su questo muro dell’anima.
    Noto con piacere che gli orizzonti si sono allargati e che le mie amicizie “virtuali” crescono di giorno in giorno, seguendo quel filo di Arianna che ti sbalza da blog in blog, ma consapevole che esso non avrà mai un punto d’arrivo, e che quel labirinto di parole e di volti sconosciuti sia infinito.
    Però chissà, magari perdendomi nei meandri del web, terminerò la mia corsa trovando LEI.
    Oggi mi sento particolarmente romantico. Sarà perché piove, ed a me la pioggia mette allegria, al contrario di molti.
    Quindi, tirando due somme, romanticismo = amore.
    Già. 3 vocali e due consonanti. Sembra una sciocchezza.
    Eppure dietro c’è l’Universo. C’è il Tutto.
    Già l’amore. Dannata bilancia del nostro umore.

    Come faccio parlando di questo scottante tema a non pensare a loro due.
    Ho sempre creduto che la loro storia sia LA STORIA D’AMORE PERFETTA.
    Per un semplice e banale motivo.
    Perché non l’hanno vissuta!
    L’amore vero è quello dell’attesa, della voglia di scoprirsi, della voglia di averlo/a. Del pulsare forsennato del cuore alla sua vista, nella gioia di una lettera (o triste sms), nel primo bacio.
    Ecco appunto. Il primo bacio. The beginning of the end!
    Io credo che l’amore inizia a declinarsi già dal primo momento del suo inizio. Perché non è più il cuore a comandare. Inizia a dimenarsi e a chiedere udienza la mente.
    Non credo esista l’amore eterno, credo però che esista la voglia di renderlo tale. Perché dipende da noi.
    Voi donne che attendete quel principe azzurro! Non esiste, volete capirlo o no!
    Vi hanno fregato da bambine! Quando leggevate le fiabe sognando il bello dalla chioma dorata.
    E vissero tutti felici e contenti!
    Si ma dopo?
    Ve lo siete mai chiesti cosa accade dopo.
    Immagino le liti tra la bella addormentata ed il suo principe.. Perché lui vorrebbe.. Ma lei dorme sempre! ,  o Jasmine che si incazza perché Aladdin lascia le scarpe a punta in giro per la casa,  o la donzella che ha baciato il rospo trasformandolo in uomo. E se è cresciuto tutto meno che… insomma ci siamo capiti..
    Ma tutto è normale. Son esseri umani. Ma voi leggete solo la prima facciata della storia. Quella fantastica di cui sopra vi parlavo!
    Vorrei veramente vederli oggi. Dopo tutto questo tempo, a che punto sono della loro vita?
    Io lo ripeto da sempre.Troverete il vostro principe azzurro quando smetterete di cercarlo.
    Comunque, non mi dilungo. Come sempre lancio la pietra e ritraggo codardamente la mano. Perché parlo parlo, apro parentesi, ma in fondo non dico nulla.
    Per quanto mi riguarda sono felice che l’amore mi ha attraversato più volte nella vita.
    Quindi INNAMORATEVI, ma non cominciate a farvi frullare nella testa: E’ quello/a giusto? Non ESISTE QUELLO GIUSTO!!!!!

    Baci baci baci.

    February 05

    E' CARNAVAL!!!

    E’ CARNAVAL!!

    Martedì, 5 febbraio 2008. Il mondo continua ad andare avanti, a ripetersi nelle sue festività, e noi, immancabilmente ci siamo. Nonostante la crisi. Nonostante non esista più una classe politica, sia di destra che di sinistra, che rappresenti degnamente il popolo italiano. Vorrei urlare la mia rabbia in faccia al governo, in faccia ai delinquenti. Vorrei poter dire che ho il diritto di votare. Ma quasi sicuramente non lo farò più. Perché abbiamo solo l’illusione di poter scegliere. Vorrei dire talmente tante cose, che il silenzio è l’unica cosa che riesco a digitare. Ma comunque non è questo il posto.

    Dicevo martedì, 5 febbraio 2008. Ci si prepara al gran Carnevale. E sorrido. Rifletto e sorrido. Mi sembra che il mondo si sia capovolto. Ed il punto di partenza sia proprio questa festa. Per una notte adesso, tutto si azzera. Tutti “en travestì“, tutti in maschera. E praticamente tutti più VERI. La gente abbandona la maschera che utilizza tutti i giorni e camuffata a dovere, si trasforma in se stessa. E’ incredibile, ma è così. L’ipocrisia svanita dietro una mero “trucco” di gommapiuma.Siamo andati ad una festa qualche anno fa. Il locale era abbastanza famoso, e noi lo frequentavamo abitualmente, sia d’inverno, che d’estate. E come noi, la gente era più o meno sempre la stessa. Per 364 giorni all’anno, le persone erano sempre uguali. Diffidenti, schizzinose, rigide nella loro finta autorevolezza. Le donne meravigliose. Consapevoli di avere il potere tra le cosce, come sempre, sorseggiano prosecco tra un privè e l’altro e sdegnano qualunque timido approccio, tranciano ogni possibilità di “dialogo“, perché dopotutto l‘unico pensiero che hanno in testa, è “difendersi“ da chi se le vuole portare a letto. Ma non a Carnevale. Per quel singolo giorno dell’anno, è il vestito che indossano che la fa da padrona. E loro, sicuri e ben protetti da quell’involucro si abbandonano a ciò che vorrebbero essere, dimenticando totalmente ciò che saranno già dall’indomani. Si balla, ci si abbraccia, si fanno scherzetti, si dicono le cose in faccia. Esplode la voglia di fare ciò che secondo loro normalmente non si può… tra l’altro un esempio è lampante… mi chiedo come mai vi vestite sempre da diavoletto o da angelo??? Quelle timide indossano il primo vestito, quelle “navigate” sempre il secondo… strano…ma è Carnaval!!! Incredibile la gente. Nell’unico giorno in cui PUOI essere chi ti pare, ti trasformi semplicemente in te stesso, perché FINGI per i restanti giorni dell’anno. Ma questo come sempre è un mio parere, bisbigliato ancora una volta a voi, a quelli che in punta di piedi entrano nel mio blog.

    Ed io vorrei incontrare TE, vestita da te stessa, senza lo sforzo di essere per forza, senza il limite mentale di centellinare le parole, scegliendole per bene. Io e te come dovrebbe essere, felicemente vestiti da metà mancanti.

    Buon Carmen-levare a tutti!

    January 15

    SCRIVO solo quando AMO?

     

    ***

     

    Ogni goccia che nasce da una nuvola e muore sull’asfalto è come un bacio nato dal mio cuore che vive sulle tue labbra…sorridi ed il sole sorgerà!

     

    2002

     

    Frasi - Frasi - Frasi.

    Perché?

    Eccheppalle! Perché in ogni cosa?

    Rilassati no….

     

    Già. Ma non amo rilassarmi, anzi ho un crampo al collo, e quasi mi piace. Oggi sono stato ricurvo tutto il giorno, per la felicità di mia madre. Ho “sistemato” la stanzetta, come la chiama un mio caro amico.

    Che poi - sistemato -  nella mia vita è già un PAROLONE di suo. Diciamo che ho preso le cose da una parte e le ho messe da un’altra. Sono un materialista. Conservo praticamente ogni cosa che me ne ricordi un’altra. Dagli oggetti più scontati, come le boccette vuote di profumo, micidiale fotogramma di vita vissuta, capace di ripiombarti con una sola annusata a quei momenti con straordinario realismo, alle più inutili scartoffie, come quel vecchio involucro di caramella regalatomi da  LEI (lei generico, nessuno di specifico), o quello stropicciatissimo biglietto del mitico cinema AURORA, che mi ricorda quella scena clou NON vista, perché stavamo scambiandoci un bacio talmente romantico, che ad un tratto Leonardo Di Caprio ha detto: Aò… ebbasta!!! Mi rovinate la scena….  Eh eh…

    Dicevo dunque, frasi frasi frasi. Mentre catalogavo accuratamente tutte le mie piccole e insignificanti cose, ho trovato su un fogliettino sbiadito quella frase di inizio post e la data di quando l’avevo scritta.

    Aggrottando gli occhi mi sono chiesto a chi era diretta. Non mi viene in mente nulla. Forse ad una ragazza immaginaria, forse l’avevo appuntata di getto, in attesa di dirla a qualcuno. Forse non l’ho mai donata a nessuna. Ad ogni modo, sono sicuro che ai tempi, era stato il cuore a suggerirmela, ed a me appariva stupenda, ma adesso rileggendola è solo una di quelle frasi ad effetto, magari da inserire sul messaggio di MSN.

    Le parole senza sentimenti sono come acqua che sbatte sullo scoglio.

    A questo punto della giornata, come facevo a non riflettere su ciò che mi è accaduto.

    Scriviamo, così come amiamo. Regaliamo noi stessi all’altra persona, così come a volte regaliamo dolci frasi, scritte in una lettera, o magari via sms. Poi finisce. E penso a quando lei ritroverà nuovamente questa frase. Magari sistemando la stanzetta come ho fatto io o rovistando fra i vecchi sms salvati. Che tristezza.

    Ricordo a volte quando sussurravo dolci parole. Gli occhi lucidi, il cuore che batteva talmente forte da esplodere nel petto, un sorriso, un abbraccio… poi TI AMO. Questa la reazione di LEI, della persona che ami e che ti ama.

    Triste. Triste sapere che quando troverà questa frase, avrà la mia stessa identica reazione. Un sorriso. Poi la mente veloce sfoglia la miriade di persone che l’hanno attraversata, amici, amanti conoscenti. Poi focalizzi. Poi sorridi di nuovo, magari sospiri, ed infine riponi il tutto dov’era, stop. Fine. Una storia d’amore riassunta in questi quattro gesti. Strano vero?

    C’est la vie.

    Mi chiedo a cosa serva essere romantico, se è una cornice troppo stretta per quel quadro.

    Mentre scrivo mi guardo e mi sussurro: - Ma se riflettessi meno e scopassi di più? -

    Poi mi volto. E’ mia madre che pronuncia queste parole, agitando la scopa.

    ….. Già la stanzetta!!! Non ho ancora finito!!!

     

    Sigh…………………….

    January 03

    Welcome to the future.

    L'ora è tarda, gli errori grammaticali abbastanza... capita.

     

    ***

     

    Porcaccia miseria. Siamo nel 2008. Siamo dentro il futuro, ma continuiamo a guardare al futuro. Che fantastica sensazione. Eppure sono trascorsi già sette anni dall’Odissea nella Spazio di Kubrick, ma di colonie su pianeti sconosciuti nemmeno l’ombra. Niente Robot, né intelligenze artificiali che seguono le tre leggi di Philip K. Dick.

    Marte è ancora un sogno utopico, e con lui anche le macchine volanti del dottor Hemmet Brown di Ritorno al futuro.

    Però ci sono i cellulari. Eccome se ci sono. Sono il nostro polmone d’acciaio, la nostra finestra sul mondo. Se nel 1990, mentre giocavo con il mitico vecchio ATARI 2006, o col compianto Commodore 64, avessi visto un tizio, con uno strano aggeggio luccicante di led blu all’orecchio, che parla da solo agitando le mani, avrei pensato ad un alieno, o magari a qualcuno venuto dal futuro. Oggi sappiamo bene che è un semplice banale auricolare che funge da telefono. Magari nato per aggirare la già non rispettata legge del - parlare al cellulare mentre si guida-.

    In tutto questo marasma, ecco dove nasce la mia riflessione su questo strampalato mondo di telefonia e ricariche, e “finti” minuti gratis regalati a questo e quello, per un motivo o per un altro. Ho pensato che quell’oggetto dai 9 tasti, sta pian piano sostituendo la nostra memoria. Ci stiamo lentamente togliendo il “vizio” del ricordo, la meravigliosa sensazione di pensare alle cose che ci sono accadute, a modo nostro, modificandone la realtà a volte. Oggi è tutto scritto. E’ tutto bloccato su quella memoria. Uno scatto, un istantanea, una foto, un messaggio, un numero. Tutti pezzi di un puzzle che vanno a costruire la nostra vita passata, senza il piacere del ricordo. E così accade che quel bacio quella sera, te lo sei dato veramente con lei, anche se eri un po’ ubriaco, e l’indomani non ti ricordavi esattamente le sensazioni di quel momento, e volevi sperare che fosse tutto vero, diverso, ma hai fatto una foto per congelarne l‘attimo. Non sforzarti di pensare, và a vedere nella apposita cartella, troverai le tue risposte. Magari hai sempre pensato che la ragazza che hai amato più di tutte fosse stata dolce e amorevole con te, ma poi vai a rileggere i vecchi messaggi e dici: - “Che stronza, guarda che cazzo mi scriveva” - e ne distruggi il tuo involontario ricordo positivo.

    Ma tutto questo non c’entra con ciò che voglio dirvi.

    Ho comprato un cellulare ad Aprile di un anno fa. Ho vissuto una bella e intensa storia d’amore. Non mi interessava  ricordarmela. Avevo tutto lì. Avevo tutto sul mio LG-880. Tutti i messaggi, sapientemente catalogati, tutte le foto. C’erano momenti che avevo rimosso, per un litigio magari, ma che avevano comunque un istantanea. C’era ogni momento della nostra vita insieme. Bene, quel cellulare si è rotto. Distrutto il software che ne regolava la memoria. Poco male, era sotto garanzia, ed entro un mese torna come nuovo. Solo che tornerà vuoto. Perso tutto ciò che conteneva. Persi tutti i numeri. E’ strana questa sensazione. Ho perso tutti i ricordi di quell’anno, ed è come se non l’avessi mai vissuto.

    Ed oggi, osservo quel display vuoto, e mi sforzo di ricordare com’eri, cosa ci siamo detti, e perché è finita. Badate, queste risposte le so, ma alla mente mi torna solo il ricordo del mio non avere tempo per pensare ad ogni singolo momento trascorso con te. Al fatto che non l’ho mai vissuto come avrei voluto, ma inspiegabilmente, ho sempre fatto una foto per immortalarne il momento.

    November 23

    Due racconti

    PRIMO RACCONTO.
     
    Serpeggia il fumo della sigaretta.
    Lentamente si confonde nella già torbida stanza.
    La testina graffia il vinile, raucando le note di un vecchio blues, spezzato a volte da qualche colpo di tosse.
    Gira il disco gira.
    - Dove sei? Ah, eccoti. -
    Sogna Elisa sogna.
    Il lieve sussultare del tuo corpo mi rallegra.
    Un sogno lungo e rilassante accompagna le tue notti.
    La mia mano sfiora le tue labbra secche, già sazie del mio corpo.
    - No! Scusa! Non volevo! -
    - Torna pure al tuo viaggio. -
    Pensami.
    Pensami sempre.
    Volgo il capo nella notte, poi senza guardare esplodo il colpo.
    Non hai urlato.
    Non ti sei quasi mossa.
    L'acre odore di polvere da sparo, si confonde al tuo profumo.
    Il disco ha finito la sua corsa.
    Il silenzio avvolge il mio corpo, come adesso le mie braccia stanno facendo con te.
    Guardo il tuo viso esanime.
    Non sei mai stata così bella.
    Sogna Elisa sogna.
     
    SECONDO RACCONTO.
     
    Destra e sinistra.
    Il mio volto cerca quelle parole che mi sono mancate quando dovevano essere pronunciate.
    Sorrido al vuoto.
    Ciao.
    Magari un altra volta.
    November 12

    Vincitori e vinti

     

     

    Modica h:3.20 Piove.

     

    Ciao a tutti! Ciao agli amici più cari, e ciao anche agli amici che non lo sono più! Eccomi di nuovo quassù!! Saranno mesi che non digito le quattro idiozie che solevo scrivere, e sinceramente non ne ho sentito la mancanza. Dopotutto sono solo parole in questo mare in piena che è il web, e le cose son sempre fini a se stesse, soprattutto quando tutto finisce con un click sulla X che vedete in alto a destra! La piccola barchetta dei miei pensieri, si perde in questo oceano di blog e spaces e di gente che ha tanto da dire, e a me è venuto il mal di mare. Comunque, già che ci sono, vado a prua e “vomito” queste quattro parole. Molte cose cambiano, altre rimangono. Quelle che rimangono non le ricordo. Ho parlato d’amore,d’amicizia di fedeltà e di invidia. Ho parlato di uomini e di donne, ho parlato di me, e di voi, ho parlato di cose in cui vi ci siete ritrovati,e di cose del quale non ve ne è fottuto nulla… (la maggior parte!). Ho visto l’amore investirmi come l’onda si schianta nello scoglio, e l’ho visto abbandonarmi, come quando la rondine abbandona il proprio piccolo per farlo finalmente abituare alla vita! Che dirvi! Quante stupidaggini!  Più passa il tempo, più mi rendo conto di quanto tutto sia stupido, di quanto la vita sia fatta di piccole cose, di piccole e momentanee gioie, e cosa ancor più triste, di quanto tutto si assomigli, ma non ce ne accorgiamo. Più parlo con voi (donne/uomini) più mi rendo tristemente conto, di quanto le storie si assomiglino tutte. Di come gli sbagli che commettiamo siano sempre gli stessi! Però! Ecco che ricado in quello stesso errore! Me l’ero detto prima di iniziare a scrivere!! Non farlo, ho pensato! Ho fatto un punto con la penna sul mio foglio. Non ho staccato la biro dal pezzo di carta, e con un movimento deciso ho fatto un cerchio e sono ritornato al punto di prima! Con questo volevo solo dire, che sto ancora qua a parlare di amore! Ci giri intorno, vai alla larga, ma finisci sempre col toccare quest’argomento. Nei Bar, nei locali, tra una vodka e un drum n’ bass che pompa musica.! Non viviamo per vivere, ma viviamo per amare. E perché si soffre sempre? Perché ci stiamo male? Stanotte ho avuto una bella discussione  con amici ed amiche, seduti nella penombra di un locale di Modica. Le donne sono stronze! Gli uomini sono stronzi! Questo è stato il set decisivo della discussione. Ascoltavo, silente. Come in una partita di tennis seguivo il labbiale e le voci di chi ammetteva l’una o l’altra cosa! Destra e sinistra con lo sguardo. Seguivo la pallina gialla del discorso, balzare sopra la rete, una rete di volti e gesti, di sorrisi e di seriosità. Una bella tavolata di vincitori e vinti! Mi chiedevo cosa diavolo lo cerchiamo a fare quest’amore… se tutti in fondo lo odiamo quando ci abbandona!! Forse è proprio per quello! Quando sei felice, innamorato e tutto va bene, non ne parli mai! Non ti interessa parlarne! Questo è l’errore! Hmmm… fissavo l’accendino! Un colpo deciso e lascio la presa. La scintilla balugina nei miei occhi, irrorando luce calda sul mio viso per qualche istante! Quello per me è l’amore. Un lampo! Un attimo, un istante! Poi il buio. Tutto il resto è mantenere la fiamma viva. E’ premere sul gas, per farla ardere! Ma molte volte non lo vogliamo. Ci accontentiamo di quel bel luccichio momentaneo!

    Perché vi sto parlando ancora di questo? E soprattutto, perché lo sto facendo, se in fin dei conti non voglio arrivare da nessuna parte? Più passa il tempo, e meno ci soffro. Ma forse questo è un bene.

    L’ora è tarda, fuori fa freddo, ed il vento sibila nei vicoli vuoti, come i pensieri strisciano sul mio cuore. Eppure qualcosa mi manca, ma non so ancora bene cosa! Forse mi mancano due occhi a cui poter dire “ti amo” piuttosto che una schiena a cui dover dire permesso! (Perdonatemi l’immagine!).

    Finisco la sigaretta, e pubblico il mio post. Domani è un altro giorno, singhiozzava Rossella all’ombra di un pioppo in Via col vento…

    Come non rispondere - FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO - citando Rett!

    Buonanotte a chi mi legge.

    May 25

    Medioevo...

    Puff! Un soffio deciso! E’ il primo suono che è uscito dalla mia bocca. Puntato dritto dritto su questo blog. Eh già, perché saranno mesi che non scrivo quassù. Il pulviscolo sollevato è abbastanza denso, e permane per alcuni istanti nell’aria. C’è sempre qualcosa di affascinante in tutto questo. Nella polvere intendo. La polvere adagiata su di un libro, sulle cose, su di una scrivania.. In un certo senso è come se segnasse il tempo, lo bloccasse. E’ così che mi sento adesso. Ricoperto da cima a fondo di particelle minuscole, invisibili al nostro occhio. Ho cercato di bloccare il tempo, nella mia testa, dentro di me, ma questa è solo una triste illusione. Adesso capisco la terribile fobia di Capitan Uncino quando scappava dal Coccodrillo. Adesso tutto mi è chiaro in quel fantastico racconto. Non stava fuggendo dal terribile alligatore, ma dal ticchettio che veniva prodotto dalla sua pancia. Fuggiva dal tempo, o forse tentava di farlo. Ma il tempo ti raggiungerà sempre… ed alla fine ti inghiotte. Io me lo sento addosso!! Mi sento totalmente inerme, impossibilitato ed impotente nel reagire, osservo la mia vita scivolarmi di dosso, e non riesco ad avere reazione alcuna. Guardiamo sempre un po’ più avanti di quanto dovremmo, tralasciando le cose che accadono “oggi”, come un corridore alle olimpiadi, che sta per affrontare il suo primo ostacolo, ma che già con gli occhi punta il secondo, e pensa a come dovrà saltarlo… Vaneggio, ma forse non così tanto. Si arriva ad un punto nella vita in cui sbatti il muso di fronte ai sogni, e li vedi sgretolare come sabbia in una giornata di vento. E allora dici, vabè, io ci ho provato. Quello che mi chiedo è, se ci ho provato veramente. Il mondo corre, il mondo fugge, morale che sanno far tutti, ma triste è quando capisci che il mondo non ha bisogno di te… o peggio ancora, che nemmeno si sia accorto che esisti!! Poco male, dopotutto per mondo, chissà cosa intendete. Il mio mondo siete VOI, tutti quelli che ho conosciuto e che fanno parte di me. La matassa di ciò che ho in mente è difficile da ragguagliare. Segui un filo, poi un altro, e mi perdo nel groviglio lanoso dei miei pensieri, senza riuscire a venirne a capo, come il pescatore che ha perso la battaglia col pesce, e adesso deve riportare in vita la lenza, aggrovigliata su sé stessa! Chissà perché nei blog, la maggior parte delle volte, dobbiamo parlare di noi, della nostra tristezza. Perché dobbiamo condividere i dolori e non le gioie? Beh, credo che le gioie danno sempre un po’ di invidia, e forse è per questo che preferiamo tenercele per noi. O forse perché la vita è dolore, e quando ti capita una “gioia” non hai nemmeno il tempo di accorgertene.. che svanisce. Ho un sogno. Un sogno strano, nella mia testa bacata. No.. Niente amore, né soddisfazioni a scuola o sul lavoro… niente di tutto questo. Stavo pensando al ciclico incedere della storia. Le cose si ripetono sempre. Le guerre, i terremoti.. le catastrofi. Ci vorrebbe veramente un reset,come dice Beppe Grillo. Magari un nuovo medioevo. Di colpo! Dopotutto è già successo nel 1300. Si è espanso a macchia d’olio, e nessuno potè farci nulla. Pensa che rivincita per chi non ha niente. Forse siamo sulla buona strada per questo mio sogno. Se pensate che l’energia si sta finendo… se pensate all’opulenza dell’uomo… Un bel medioevo, per capire finalmente che è ora di finirla, per cominciare a pensare un po’ più a noi stessi, agli altri, e non alle cose materiali. Diceva Palahniuk, “le cose che possiedi, finiscono per possederti”… Ma tranquilli amici miei, non esiste Medioevo senza Rinascimento… io lo sto ancora aspettando!!

    March 09

    Per Voi.

    Ad ogni partenza c'è sempre un ritorno.. prima dell'ultimo viaggio intendo.
    Che cosa fantastica che è questa vita. Più passa il tempo e meno ci capisco. Ma non smetterò mai di sorridere piangendo..
    Mi rendo conto di quanto siamo impotenti a ciò che ci circonda, per quanto ci sforziamo di dirigere l'orchestra..
    Gli intrecci, le storie, le sceneggiature casuali che ci attraversano..le gioie i dolori.. siamo PUPI mossi dai fili del destino... Ma è bello! E' una cosa stupenda vivere in questo modo, sapendo che dietro l'angolo accadrà qualcosa che ti chiami in causa... Non so realmente dove vuole andare ad arenarsi questo mio pensiero... l'unica certezza che ho vissuto in questi giorni, è quella di sapere di non essere solo. Altro punto della mia vita che mi ha spiazzato. E di questo ne sono felice. Il sentimento supremo dell'uomo, che tutti sottovalutano.. compreso me stesso. No, non parlo di amore.. basta... quella è una cosa pericolosa... e mi fa paura. Parlo di AMICIZIA. Proprio io, che pensavo che fosse solo una bella invenzione. La frase "Non si smette mai di imparare" è dannatamente vera, ma io aggiungo "solo se vuoi imparare". E' bello sapere che, oltre alla tua famiglia, puoi contare su delle persone, che apparentemente non fanno parte di te, poichè le hai conosciute in modo casuale. Sconosciuti dai volti noti che hanno orecchie per sentire i tuoi problemi. E ti chiedi perchè? Perchè lo fanno? Avranno i loro di problemi!! Ed invece eccoli lì, pronti ad ascoltarti. Ragazzi, queste righe sono per voi, e per tutto ciò che mi avete dato e fatto capire. Un grazie sincero, col cuore.
     
    Dedicato a: Alice C., Valentina L., Federica, Fabio H., Saro C., Luca G., Paolo D., Selena M.